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FARE GOAL PER FARE LA DIFFERENZA

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FARE GOAL PER FARE LA DIFFERENZA - Approfondimenti

I Global Goals – conosciuti anche con il nome di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – sono 17 obbiettivi contenuti in un grande piano d’azione su cui i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno trovato un accordo e si impegnano a raggiungerli entro il 2030. Sono vari e diversi, rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico.

Dal canto suo CEFA esiste da 45 anni, da molto prima quindi che ai grandi del mondo venissero in mente questi 17 goal: nonostante ciò quando abbiamo visto gli obbiettivi ci siamo resi conto che questa è la nostra partita, quella per cui scendiamo in campo ogni giorno da 40 anni e per cui investiamo tante energie. “Desiderio e volontà del CEFA è che ogni uomo nel mondo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace.” Quindi non solo zero hunger, per CEFA tutti gli obbiettivi sono centrali: ogni giorno con i nostri 32 progetti in 9 diversi paesi giochiamo questa partita fondamentale; ogni volta diamo il massimo, anche se al botteghino siamo dati in svantaggio. Per questo proviamo sempre nuove azioni e nuovi schemi per andare a segno, e nel nostro piccolo qualche goals lo possiamo annoverare. Ad esempio, in Mozambico il 44% della popolazione soffre di forme croniche di malnutrizione. Con il progetto ‘La via del Latte’ noi sosteniamo lo sviluppo zootecnico degli allevatori per rafforzare la filiera del latte: implementiamo le loro competenze perché possano migliorare la qualità e aumentare la quantità dei prodotti. In tal modo proviamo a creare sviluppo economico – G8, Decent work and economic growth – e al contempo combattiamo la fame – G2, Zero hunger. Questo mentre, attraverso incontri di formazione, creiamo consapevolezza su cause ed effetti della malnutrizione e sui principi igienico-sanitari nella preparazione e conservazione degli alimenti – G3, Good health and well-being. Ovviamente si tratta di una partita tutta in salita, ma noi abbiamo intenzione di giocarcela fino in fondo. In Tanzania, invece, abbiamo già messo a segno 5 punti. I nostri goals sono importanti e affatto semplici: con il progetto ‘Energia è vita’ abbiamo distribuito energia elettrica per diversi km, arrivando a oltre 8000 persone – G9, industry, innovation & infrastructure, e l’abbiamo fatto dopo aver contribuito alla creazione di centrali idroelettriche completamente rinnovabili – G7, affordable and clean energy. La terza rete è arrivata con il progetto di ‘Sostenibilità e sicurezza alimentare’: dopo un anno di incontri e formazione sulla produzione agricola sostenibile, abbiamo distribuito kit di coltivazione per orti e assegnato animali da cortile per migliorare la qualità dell’alimentazione e creare sussistenza – G2 Zero hunger. Abbiamo quindi promosso il mercato della terra di Dar es Salaam – G12, responsible consumption and production –  e infine, last but not least, attraverso workshop mirati abbiamo incentivato la cultura e l’arte come strumento di riscatto sociale per decine e decine di giovani provenienti da contesti di strada – G4, quality education. In Etiopia la partita invece è appena iniziata, ma noi siamo carichi e ci siamo preparati bene: insomma, stiamo attaccando. L’obbiettivo è segnare la differenza tra partire e restare, vogliamo provare a fornire una chance per sfuggire al destino già scritto dell’emigrazione. Creare opportunità di impiego attraverso ciò che sappiamo fare meglio: fare formazione, sostenere l’insediamento di attività agricole e creare delle opportunità per i piccoli agricoltori, con particolare attenzione per i giovani e le donne. La partita è tutta aperta, il nostro schema è chiaro, vogliamo chiuderla almeno con tre goal: zero hunger, decent work and economic growth e infine reduced inequalities. Sono aperte le scommesse. Anche in Marocco la partita è avvincente e noi ci stiamo allenando per spiazzare l’avversario e mettere a segno reti importanti. Molto si gioca attorno a temi centrali come l’integrazione e il rispetto: infatti il Marocco, per diversi motivi, da terra di emigrazione sta diventando meta di migrazioni; un vero e proprio gioco di contropiede! Per questo molte delle nostre attività sono volte a creare consapevolezza e integrazione, formazione e promozione per il rispetto delle differenze – G10, reduced inequalities e G16, peace, justice and strong institutions. Allo stesso modo affrontiamo le problematiche legate al diritto alla salute per le fasce più povere e vulnerabili: con il programma RAMED contribuiamo alla sensibilizzazione e alla rimozione delle difficoltà d’accesso alle cure mediche – G3, good health and well-being. Infine, come si dice, un intervento a tutto campo: nella regione di Beni Mellal-Khénifra promuoviamo i diritti delle donne attraverso l’empowerment della società civile. Gli ingredienti chiave sono consapevolezza dei propri diritti e sensibilizzazione alla parità di genere – G5, gender equality. Quindi palla al centro e si ricomincia! Anche in Guatemala ci giochiamo la nostra piccola partita: lavoriamo con le donne e le bambine indigene, supportiamo la loro istruzione e forniamo strumenti e tecniche di produzione agro-ecologiche perché possano contrastare la drammatica condizione di discriminazione che vivono solo perché sono donne e perché sono indigene – G5, gender equality, G10 reduced inequalities. In ognuno dei nostri progetti puntiamo a mettere a segno delle reti per fare la differenza e dare la possibilità di una vita migliori a tutti. Per noi si tratta di continuare in questa direzione perché per raggiungere l’obbiettivo non basta segnare qualche rete e nemmeno vincere una partita: bisogna conquistare l’intero campionato. Ci auguriamo che i 17 global goals delle Nazioni Unite vengano rispettati e le promesse mantenute: entro il 2030 vogliamo che tutti questi problemi siano risolti, o almeno che ci si sia avvicinati il più possibile. Per farlo però c’è bisogno di tutti, ogni singolo cittadino di questo pianeta deve mettersi in testa di dover dare il proprio contributo, vuoi sostenendo qualche progetto in particolare, vuoi dando visibilità all’intera campagna dei #globalgoals. Noi siamo pronti e stiamo scendendo in campo, tu non vorrai mica rimanere in panchina proprio ora? #LeaveNoOneBehind #SDGs    

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